Antonello D’Angeli

Antonello D’Angeli

Voce, Chitarra

Sono nato a Rieti, il 24 Febbraio 1993.

Conoscenti e non conoscenti,

potreste pensare che la mia vita sia sempre stata invasa dalla musica già dall’infanzia o magari  immaginate che io sia stato obbligato dai miei genitori a imparare a suonare la chitarra in una scuola di musica, come generalmente accade, per una loro soddisfazione.

Ciò che è stato delle mie decisioni, sia in campo scolastico che in campo artistico-musicale, è stato frutto della mia volontà. Ma vorrei ringraziare in primis i miei genitori per i sacrifici fatti.

Il loro sudore ha reso morbido un piccolo pezzo di creta, la generosità ha donato loro la forza di modellarlo e il “credere in esso” gli ha conferito valore.

All’età di 15 anni, quasi 16, ho cominciato ad ascoltare un po’ di musica, ma non ero un attento ascoltatore. Mi piaceva la musica, quello senz’altro, ma non capivo ancora cos’era per me. Vi siete mai chiesti che gusto abbia l’acqua? Nessuno saprebbe rispondere, ma ciò che posso dire è che è vitale. Avrei a breve scoperto quanto per me la Musica, come l’acqua, fosse vitale.

Ascoltavo distrattamente, non considerando le intere discografie, le canzoni dei Metallica, Guns N’ Roses, forse qualcosa dei Beatles (Leo mi ucciderà e con lui molta altra gente alla quale capiterà di leggere questo mio sproloquio).

Penso che la prima discografia che consumai a forza di sentirla fu quella dei System Of A Down, talmente consumata che mamma e papà in macchina sentivano solo quella e, cosa più sorprendente, gli piaceva davvero.

Notai all’epoca – e anche ora lo noto –  che non badavo ai testi, non mi ci soffermavo: rimanevo ammaliato dalle melodie della musica che ascoltavo, da quelle che ancora non sapevo si chiamassero Note musicali, ma che ancora non avevo volontà di conoscere e approfondire.

Giunsero i 16 anni e tra i banchi di scuola, un mio amico:

Marco:Anto, dai perchè non ti compri una chitarra…io ne ho una e se te la compri suoniamo un po’ insieme!

Io:Non so se i miei me la fanno, mo vedo se me la regalano a Natale

Marco:Daiii suuuu! Ci divertiremo!

Ero entusiasmato! Corsi a casa e lo stesso giorno cominciai a rompere a mamma e papà chiedendo una chitarra acustica…

Il giorno di Natale mi fecero scartare il regalo di mia cugina, dicendomi che fosse il suo passeggino.

La scatola aveva una forma un po’ troppo strana per essere un passeggino, ma non ci badai. Quando lo scartaI, mi ritrovai davanti la chitarra acustica: era una Dean, quella che tutt’ora uso nei concerti dei Lateral Blast, compagna di viaggio.

Non so descrivere cosa ho provato, ma con quel “pezzo di legno” riuscivo a trovare il suono adatto alle mie intenzioni e stati d’animo. Nei nuovi accordi, maggiori e minori, che via via scoprivo, rispecchiavo le mie sensazioni ed emozioni. La prima canzone che volli imparare fu “Nothing Else Matters” dei Metallica.

Era cominciata la mia vita da musicista.

Frequentai la scuola musicale comunale di Passo Corese per due anni, il secondo dei quali grazie ad una borsa di studio offertami dal sindaco Davide Basilicata. Il primo anno presi lezioni di chitarra dal Maestro Carlo Rosati, mentre il secondo anno dal Maestro Nicola Giannelli. Studiai tutti e due gli anni solfeggio con il Maestro Marcello Balena. I due maestri di chitarra mi fecero avvicinare rispettivamente al blues e a un rock più moderno, quale quello di Joe Satriani e Steve Lukather, ma nel suonare l’aspetto solista della chitarra non mi ha mai affascinato tanto quanto quello ritmico. A diciotto anni con il gruzzoletto raccolto da amici e parenti, comprai una chitarra elettrica: una Les Paul Studio nera e dorata.

Verso i 20 anni feci attenzione ad un cantautore. La sua voce calda mi era entrata in testa.

Era la prima volta che ero preso dai testi delle canzoni, dai concetti, da ciò che l’autore voleva esprimere, dai sentimenti che mi trasmetteva e che facevo miei. Mi concentravo: le sue parole non erano mai banali. Mi innamorai di Fabrizio De Andrè, da cui traggo oggi ispirazione per la scrittura dei testi, ma soprattutto per il canto e la composizione musicale.

Non è l’unico amore trovato nella mia vita.

Nel 2014 feci il “provino” per entrare nei Lateral Blast. A questa band avevano consigliato me?! Devo dire che non sapevo cosa avrei incontrato e cosa potevo dare io a loro.

Amore a prima vista.

C’era sintonia. Non posso negare che ritrovarmi a suonare un cd appena pubblicato e quindi imparare le track per fare buona impressione, mi faceva venire un po’ d’ansia, ma dall’altro lato trovavo una mano tesa in aiuto: quella di Leo. Mi incontrai più pomeriggi con lui. Ore e ore passate a suonare per arrivare al provino il più preparato possibile. Una fratellanza così non l’avevo mai trovata. Fu tutto un successo e trovai persone splendide, con la quale condivido ancora il progetto Lateral Blast, quali Matt Beto Troiani e Rosa Zumpano. Tutto capitava a me ed ero contento!

Come quando riesci a trovare il giusto incastro tra i pezzi di un puzzle, così fu l’entrata del nuovo batterista Tommaso Guerrieri e il tastierista Alessandro Ippoliti. C’è solo una differenza: per Noi era solo l’inizio. Lavorammo con loro alla riuscita del videoclip del singolo “Io Voglio Volare” e al nostro attuale secondo cd “La Luna Nel Pozzo”, pubblicato il 15 Maggio 2016.

In questo cd(isco) c’è ognuno di Noi: c’è la tranquillità di Matt, la caparbietà di Leo, la costanza di Tom, la saggezza di Ale, la maturità di Rosa.. e la mia spontaneità (a volte pure troppa).

Attualmente, contemporaneamente ai Lateral Blast, oltre a conseguire gli studi della facoltà di Matematica dell’Università Roma Tre, gestisco il coro della parrocchia dei Santi Martiri Sabini di Talocci, faccio parte della compagnia teatrale “Altrarte” e ho altri due progetti musicali:

–   “Il Regno Dei Ragni”, un trio acustico su De Andrè, capitanato da Filippo Labate alla voce e alla chitarra classica, accompagnato dalle leggere note del violinista pazzo, Alessandro Monzi (Area765)

–   “Il Battello Ebbro”, progetto di stampo cantautorale, rock sperimentale psichedelico con influenze prog, composta da Alessio Simonetti (Voce), Dorian Atturo (Chitarra Elettrica, Voce), Antonello D’Angeli (Chitarra Acustica, Chitarra Elettrica, Sax, Voce), Alessandro Monzi (Violino), Emiliano Venanzini (Basso) e Mauro Cola (Batteria, Urla, Discorsi).

Da circa tre mesi prendo lezione di sax tenore e solfeggio dal Maestro Giuseppe Cetorelli, laureato in Scienze della Comunicazione e in Filosofia, che ha compiuto studi tecnici e musicali (diploma di sax al conservatorio). Appassionato di letteratura, filosofia ed arte ha cominciato a scrivere racconti, saggi, testi per il teatro e recensioni musicali. Fondatore e amministratore del blog letterario e filosofico “amicoproust.altervista.org”. Lo ringrazio tantissimo.

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